
A tessere questo entusiastico elogio della buona tavola petroniana e il grande Pellegrino Artusi nel suo celebre trattato culinario uscito alla fine dell’800.
Lo stesso Artusi aggiunge che e un modo di mangiare succulento, di buon gusto e salubre. Il valente buongustaio romagnolo appare come il vero profeta della tradizione culinaria felsinea e l’esaltatore della superiorita e unicita di Bologna " La Grassa", un attributo che da epoche lontane fino ai giorni nostri e sinonimo di mangiar bene, di pasti raffinati e ben assortiti, quasi uno stato symbol.
L’Artusi proponeva addirittura con un buon secolo d’anticipo, di creare sotto le due torri un istituto culinario ossia scuola di cucina perché Bologna si presterebbe per una simile impresa piu di qualunque altra citta per il suo grande consumo, per l’eccellenza dei cibi e per il modo di cucinarli.
Pellegrino Artusi nacque a Forlimpopoli il 4 agosto 1820, da Teresa Giunchi e Agostino.
Era il solo maschio fra sette sorelle.
Il padre, detto Buratel, di mestiere negoziante, permise a Pellegrino di viaggiare per ragioni di lavoro. Dopo gli studi al Seminario di Bertinoro, studio Lettere all’Universita di Bologna e infine comincio ad occuparsi degli affari paterni.
L’anno successivo la famiglia Artusi lascio Forlimpopoli e si trasferi a Firenze e qui il giovane si dedico all’attivita commerciale con un certo successo. Guadagno cosi bene da fondare a Firenze un Banco da lui stesso diretto, che accrebbe definitivamente la sua ricchezza.
Cio gli permise di ritirarsi a vita privata per occuparsi delle sue passioni: la letteratura e la cucina. La sua vita continuo tranquilla, tra amici, letture, esperimenti culinari e l’assistenza della cuoca toscana Marietta Sabatini e di quello forlivese Francesco Ruffilli, dedicandosi a scrivere un ricettario destinato a uno strepitoso successo perché utile in cucina e per il suo particolare stile narrativo, che unisce la bonomia emiliana all’arguzia toscana. Nel 1991 pubblico le prime 1000 copie di "la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene", dedicandolo a Biancani e Sibillone, e lo distribuisce in regalo ai suoi amici, che non lo prendono troppo sul serio, considerandolo un capriccio di un ricco signore annoiato.
Invece in trent’anni l’"Artusi" era uno dei libri piu letti dagli italiani e le edizioni giunsero a quota 32. Artusi trascorse serenamente a Firenze gli ultimi anni della sua vita e qui mori novantunenne il 30 marzo 1911 e fu sepolto nel cimitero di San Miniato.
Tranne pochi lasciti alla servitu e ai parenti piu stretti, lascio la propria fortuna alla sua citta natale, che lo ricordera intitolandogli una via.
*La macinatura a pietra ha un’esperienza millenaria e produce una farina piu saporita, ricca e digeribile, in quanto consente di conservare interamente il germe di grano
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